
Il 14 gennaio 2014 nasce il “PROGETTO RJ45”
C’è chi spegne una candelina.
E chi le accende tutte. Una per ogni anno.
Perché ogni anno è stato un passo. Che ha acceso qualcosa: una possibilità, un lavoro, un progetto di vita.
RJ45 è nata così: da una visione un po’ folle, ma molto concreta. Creare lavoro dove sembrava impossibile. Offrire servizi alle aziende, sì, ma portando valore aggiunto per tutti: persone, imprese, territorio.
Era il 23 gennaio 2014. In molti non credevano all’idea che profit e non profit potessero coesistere, anzi convergere verso lo stesso obiettivo: mettere al centro una visione della disabilità che non toglie, ma aggiunge competenze, prospettive e modi diversi di vedere i problemi. RJ45 nasce così, mettendo in discussione un modello che ha sempre tenuto separati questi due mondi e che ha spesso trattato la disabilità come un problema da risolvere.
Dodici anni dopo, rieccoci qua, sempre con la stessa visione e obiettivi ma numeri diversi.
Oggi RJ45 significa oltre 200 persone al lavoro. Decine di aziende accompagnate, unità operative attive in città come Milano e Roma. Più di 200 progetti di inserimento lavorativo costruiti nel tempo.
Un’idea semplice che continua a funzionare: l’inclusione quando è fatta bene, è un motore potente. Perché l’integrazione delle diversità nei contesti lavorativi può produrre innovazione, migliori risultati, e permettere alle aziende di essere più competitive.
23 gennaio 2026










